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Palermo si aggiudica la vittoria per ospitare nel 2018 “Manifesta”, la biennale di arte contemporanea più importante di Europa.

Dopo dieci anni, la più importante mostra d’arte contemporanea in Europa torna in Italia e riparte da Palermo. Il capoluogo siciliano si appresta ad accogliere una tra le più importanti kermesse del settore in Europa, in grado di richiamare un milione di visitatori.

Il capoluogo ha battuto la concorrenza di Praga e di un consorzio di città svedesi ed è stata scelta, come dice la direttrice artistica della kermesse, Hedwig Fijen, perché Palermo è , una città con una storia importante che nasce e si evolve nella convivenza di diverse culture, diverse identità culturali che fanno del capoluogo siciliano un interessantissimo luogo sul quale sviluppare la piattaforma di Manifesta. L’obiettivo è di creare un’eredità diretta per la gente di Palermo, affinché il progetto intervenga profondamente nel tessuto della città.

Non solo, quindi, una biennale d’arte contemporanea ma anche un’occasione per fornire nuovi spunti e proiettare Palermo nel futuro. Vuole essere questo Manifesta 12. La Biennale nomade europea che verrà inaugurata nel capoluogo siciliano il 15 giugno 2018. E per avere delle basi da cui partire OMA, guidato dall’architetto Ippolito Pestellini Laparelli, ha presentato lo studio su Palermo intitolato “Palermo Atlas”, proponendosi sia come progetto per la pianificazione futura di Palermo, che come impianto di ricerca per garantire un impatto a lungo termine sulla città e i suoi cittadini.

“Palermo Atlas” rappresenta un nuovo modello di mediazione creativa proposto da Manifesta che si concentra sulla trasformazione di una biennale d’arte nomade in una piattaforma sostenibile per il cambiamento sociale, radicata in un’analisi urbanistica olistica e determinata a lasciare un’eredità tangibile in ogni città che la ospita. Coniugando discipline diverse e utilizzando una ricerca urbanistica olistica, Manifesta spera di proiettare il proprio impatto oltre il semplice coinvolgimento del pubblico nell’arte contemporanea, mirando a fornire ai cittadini di Palermo strumenti per re-immaginare il futuro della loro città.